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Angolino del 16 Aprile 2020

Angolino del 10 Aprile 2020
10 Aprile 2020
C ari amici,

anche oggi splende il sole, la primavera si mostra nella sua magnificenza.
Il Garda è meraviglioso e rimane tale anche se intorno a noi infuria il morbo.
Non voglio soffermarmi ancora sulla situazione attuale, ma con la paginetta cercherò, invece, di aprire uno spiraglio di speranza e la speranza vorrei che fosse la base per la vittoria in questo inusuale momento storico.

Andiamo a vedere cosa ci riserva la paginetta:

Il 16 Aprile del 1746 venne combattuta la sanguinosissima battaglia di Culloden, tra i clan scozzesi guidati da Carlo Stuart, noto anche come Bonnie pince Charlie, e le truppe inglesi di Giacomo VIII.

Si concluse l’ultimo atto dell’indipendenza scozzese, il sogno si infranse, quindi oggi mi berrò un buon Scotch Whisky, che tanto ebbe parte in questa guerra. Dovete sapere che gli Inglesi già nel 1725 dopo l’unione dei due parlamenti, quello inglese e quello scozzese, avevano gravato la bevanda nazionale della terra delle cornamuse con una pesante imposta che svantaggiava il prodotto a favore dell’analogo distillato inglese.

Gli indomiti abitanti degli altipiani non la presero bene, anzi si infuriarono e l’odio verso l’inglese crebbe.

Fu solo nel 1822 che il re Giorgio IV, mentre era in visita ad Edimburgo, vestì il costume tipico scozzese e chiese da bere un Glenlivet, che era un Whisky distillato illegalmente per ovviare alla tassa sugli alambicchi. Da allora le cose si riappianarono e tutti poterono gustarsi il prelibato distillato.

E bravo Giorgio direi.

Quindi io suggerisco un bicchierino di Whisky Islay torbato, avvolti in una coperta di Shetland osservando un infuocato tramonto sulle sempre meravigliose sponde del Benaco. L’ideale sarebbe avere a portata di mano un secondo bicchiere con dell’acqua naturale ghiacciata e gustarsi il profumo di muschio e legna bruciata che si spande nell’aria.

E volendo esagerare anche un buon tabacco nella cara pipa ricurva.

Chiedo poco? Si son un povero edonista epicureo.

Passiamo ad altro:

nel 1945 cominciò l’ultimo capitolo della guerra in Europa, i russi arrivarono alle porte della capitale del Reich ebbe inizio la battaglia di Berlino.

Sul fronte del Pacifico, i Marines americani sbarcarono sull’isola di Okinawa, oramai anche sulle terre dell’oriente la guerra volgeva al termine.

Il 16 Aprile del 1975 i famigerati Kmer Rossi di Pol Pot arrivarono alla capitale della Cambogia, Phon Phen. Ebbe inizio il massacro, circa un quarto della popolazione Cambogiana perì sotto questa follia rossa.

Oggi la chiesa ricorda Bernadette de Soubirous, la pastorella che vide la Madonna e per suo mezzo comunicò all’umanità, nella grotta di Lourdes.

La cosa che più mi incuriosisce di più di questo fatto, è la strana combinazione di madonne nel luogo dell’apparizione, ve ne ho già parlato più volte ma mi piace sottolineare le cose interessanti, quindi, mi spiego meglio:

La storia penso la sappiate tutti, ma sicuramente un po’ di nebbia sulla toponomastica di Lourdes ed il perché del suo strano simbolo araldico, un’aquila che tiene nel becco una trota, potrebbe esserci, ma per fortuna c’è l’angolino:

la leggenda vuole che un moro, ovvero un mussulmano, tal Mirat, venendo dalla Spagna, si impossessasse di questa rocca sui Pirenei e ne fece il suo feudo. Ma a Carlo Magno la cosa non piacque e decise di muovere l’esercito e porre assedio. La lotta si protrasse e il paladino dei cristiani sperava di prendere la cittadina per fame, ma improvvisamente in cielo apparve una gigantesca aquila nera che portava nel becco una grossa trota e la depose ai piedi di Mirat.

Il mussulmano seppur affamato divise il pesce ed una parte la fece recapitare a Carlo, il quale si infuriò e capì che la sua strategia della fame non avrebbe avuto esiti, propose pertanto all’arabo un patto: ti lascio tenere la rocca, ma tu ed i tuoi vi convertite al cristianesimo.

Mirat ci pensò ed accettò.

Il re dei Franchi disse queste parole “ devi andare dalla Vergine” ovvero verso la Madonna, quindi accettare la nuova fede. Il moro si recò nella città di Puy in Alvernia e depose le sue armi ai piedi della statua della “ Vergine Nera” e si fece battezzare dal vescovo locale con il nome di Lorus, da cui prese il nome la città.

E vedete come la Madonna centra sempre!!

Carlo dice devi andare dalla Vergine e lui va, poi nel 1858 è lei che viene, che abbia voluto ricambiare la cortesia?

Ci sarebbero da scrivere migliaia di pagine su questo argomento, vi dico solo che è molto interessante notare che il moro va a farsi battezzare in una chiesa distante dove vi è una Vergine nera.

Molto interessante!

Oggi è il compleanno di mia sorella, a cui voglio un mondo di bene.

Oggi è anche il compleanno dell’attuale ex Papa, Benedetto XVI.

Ciao ciao e buona giornata.

CS