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Angolino del 14 Marzo 2025

Angolino del 11 Marzo 2025
11 Marzo 2025
Angolino del 17 Marzo 2025
17 Marzo 2025
C ari amici,
Come ogni anno, mi piace farvi notare che la giornata odierna viene scritta nel mondo anglosassone non come 14 del 3, ma nell’ordine inverso ovvero: 3 / 14 . Che ricorda tanto l’abbreviazione della costante matematica 3,14 conosciuta anche come P Greco. Negli USA oggi si suole dire: “Happy P Greek Day”. Se qualcuno lo facesse da noi, lo prenderebbero per pazzo.
Ma torniamo alla nostra costante: essa ci è data dal rapporto tra la lunghezza della circonferenza ed il suo diametro, in parole povere il diametro di ogni cerchio sta tre volte nella misura della circonferenza più in “pezzettino” , quel ,14 che mi piace tanto.
Perché mai dovrebbe piacermi tanto? Per prima cosa perché vi ho ingannato, o meglio, non vi ho detto tutta la verità, il P Greco non si riduce a 3,14 , ma ha infiniti decimali dopo la virgola. Avete letto bene, infiniti decimali, quindi?
Iniziamo con il dire che i matematici lo definiscono numero irrazionale, ovvero non è mai il quoziente di due valori interi, ma è anche un numero trascendente, non fa parte quindi dei numeri algebrici, questo ci conduce a pensare che non è possibile ridurre il P greco ad un numero finito.
Fantastico non vi pare?
Qui vi volevo: ora iniziamo a speculare, che non vuol dire che ci ritiriamo in bagno a guardarci allo specchio, ma apriamo la mente per ragionare oltre la semplicità che ci caratterizza.
Per prima cosa chiariamo che il modo in cui noi lo chiamiamo, ovvero P Greco, è per il fatto che la lettera P è la prima che compone la parola ellenica Peripheria ovvero circonferenza. Non è forse la Periferia la parte più esterna delle nostre città?
Poi: questa costante la dobbiamo ad Archimede di Siracusa, genio eclettico del III secolo A.C. , ma anche gli studiosi egizi di ben 1500 anni prima erano arrivati ad una conclusione simile, pertanto gli arabi non centrano nulla anche se oggi la cosa sarebbe terribilmente “politically correct” , io personalmente di quelli che girano con un asciugamano in testa e leggono un solo libro, non mi fiderei molto ad attingere nozioni scientifiche, non so voi!
Torniamo al nostro bel numero: la prima cosa che ci incuriosisce è il termine con qui questo numero viene catalogato nella moderna matematica, come abbiamo detto: “Numero trascendentale” ovvero un numero che trascende, che va oltre; analizziamo la parola “trascendere”: essa ci arriva dal sempre munifico latino, ed è la somma di due termini “Trans” ed “ascendere” ovvero, salite al di là. Quindi direi che potremmo anche dire scavalcare, ma scavalcare cosa?
Scavalcare, mi verrebbe da pensare ad un muro, ma un muro di cosa? Trascendere vuol dire superare la barriera della realtà fisica, se ci limitiamo ad un universo dualista, ma se l’universo è costituito da infiniti universi?
Scavalco un muro per arrivare in un altrove che è a sua volta scavalcabile? Che dite?
Ma vi rendete conto della grande rivelazione che c’è in questo simpatico numero? Esso ci dice che per misurare una circonferenza, un cerchio, dobbiamo ricorrere al trascendente, andare oltre. Quindi tutto quello che ci circonda è un meraviglioso e complesso sistema di fisicità materiale e fisicità immateriale, e tutto questo mi fa impazzire di gioia e mi spingerei un po’ più lontano, ma forse, mi additereste come un povero pazzo; non ci tirate tanto lontano comunque.
Dato che la mia Storia me lo permette, mi sento di esprimermi come meglio credo: Se dopo quella benedetta virgola, barriera tra l’essere fisico e l’essere trascendentale, noi abbiamo infiniti decimali, sequenze interminabili di numeri che continuano all’infinito, oltre ogni nostra possibilità di comprensione, e se ad ogni cifra decidessimo di abbinare una lettera dell’alfabeto, potremmo ottenere tutto.
Si avete capito bene, tutto! Essendo loro infiniti, esisteranno infinite combinazioni che ci porterebbero ad avere tutti i testi mai scritti e che devono esserlo ancora, in tutte le lingue parlate oggi e che vennero parlate in ogni regione e tempo e perfino quelle che verranno. Potremmo sapere futuro, che li è già scritto, potremmo impazzire nel conoscere ogni cosa, verità e menzogne, deliri e saggezza, un codice infinito che contiene ogni cosa.
Pensateci sopra ogni volta che prenderete in mano un compasso e disegnerete un cerchio o quando maneggerete un semplice piatto o qualsiasi altro oggetto tondo; in mano avete la chiave dell’Universo.
Pazzo! Scusate e ve ne siete accorti solo ora?
Dato che abbiamo sfiorato per un breve istante l’infinito, vorrei ricordarvi che oggi ricorre il genetliaco di uno dei maggiori geni che l’umanità conobbe, che ci ha aperto nuove vie della conoscenza, Albert Einstein che oggi spegnerebbe 143 candeline, egli nacque ad Ulm nel 1879.
Solo a sentire parlare di Ulm mi pare di udire il nitrire di migliaia di cavalli e mi appare l’immagine dello “Sfortunato Mack” che si arrende alle truppe di napoleone nel ottobre del 1804, ma … non perdiamo di vista il sentiero che stavamo percorrendo; pertanto bando alle memorie napoleoniche e ritorniamo al ricordare che oggi nel 2018 ci lasciava un altro grande della fisica: Stephen Hawking, che per mio modesto parere ci ha aperto delle nuove vie di comprensione, ha confermato le teorie di Einstein e ci ha detto che le regole della fisica son pari nel macro cosmo come nel micro cosmo, ovvero valgono sia a livello di galassie che di atomi.
Che ci volete fare, mi vengono alla mente solo le parole di Ermete Trismegisto:
“È vero senza menzogna, certo e verissimo, che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa. E poiché tutte le cose sono e provengono da una sola, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento.”
Bim bum bam eccovi il Big bang, la creazione del tutto dall’Uno ingenerato, la filosofia di Plotino, il monoteismo giudaico cristiano, la teoria della gravitazione universale e ogni altro segreto del tutto.
Vi lascio ricordandovi che oggi son 25 anni che il novello Zar, Vladimir Putin regge le sorti della Russia, e che tanti tanti anni fa, nei lontani altipiani del Sud Est asiatico, iniziò la terribile battaglia di Dien Bien Phu, tomba della Legione e dei sogni coloniali francesi, ascesa del comunismo vietnamita, era il 14 Marzo 1954.
Oggi il calendario ci ricorda San Benedetto da Norcia, patrono dei contadini, degli agrimensori, degli architetti, degli ingegneri, dei chimici e degli speleologi.
Fu colui che compose la “Regola” ovvero le norme che reggono l’ordine benedettino, era il 525 D.C. “ora et labora”
Ma quando sento la parola “regola” la mia mente corre sempre al mondo nascosto dove … : “In principio era il verbo, il verbo era presso Dio, il verbo era Dio.”
Che leggo volentieri anche così:” In principio erano le regole, le regole erano presso Dio, le regole sono Dio”
In quel guazzabuglio primordiale di massa energia, che poi diede origine al tutto, vi erano le REGOLE , quelle del tutto , quelle che qualche riga prima ci ha suggerito Hawking, che le Regole governano tutto.
Vi saluto e speriamo in bene.
Ciao ciao
Carlo Scattolini