C ari amici,
iniziamo con il ricordare che oggi è il primo giorno del mese di Agosto, il divo mese del segno del Leone, il mese che ha mutato il suo nome da Sestilio in Agosto, per piacere all’imperatore Romano Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, il mese che per noi Italiani è sinonimo di vacanza, il mese che profuma di olio solare, di cocco belooo, di Cornetti Algida, di musica finto spagnoleggiante sulle spiagge, di giochi di bimbi, insomma il mese dell’ozio o quasi.
Ma siam certi che sia sempre andata così? Che tutto il mondo abbia fatto festa in questo periodo dell’anno?
Andiamo a vedere; volgiamo lo sguardo al nostro passato, scartabelliamo il complesso archivio di date ed eventi e diamo una sbirciatina:
Era un caldo primo Agosto del 1498 e il più famoso di tutti i navigatori, Cristoforo Colombo, arrivava come primo Europeo davanti alle coste del Venezuela. Egli ribattezzò questa regione con il nome di “Terra di Grazia” per la natura particolarmente ricca e lussureggiante, ma dobbiamo ricordarci che il nome Venezuela lo si deve ad un altro navigatore Italiano, Amerigo Vespucci, che l’anno successivo giunse su queste spiagge e vedendo che la popolazione costiera viveva in comunità adagiate su palafitte ed isolotti, chiamò questi luoghi “Piccola Venezia”, in spagnolo Venezuela, ma lo sapevate già, dato che ve lo avevo già scritto altre volte.
Con la solita macchina del tempo, saltiamo al XVII secolo e più precisamente all’anno del Signore 1664 e ci troveremo nelle misteriose terre dei Magiari, sulle sponde del fiume Raab; dove l’esercito Imperiale, sapientemente comandato dal genio militare di Raimondo Montecuccoli, sconfisse l’esercito Turco di Fazil Hamed Koprulu. Tra i due contendenti vi era una sproporzione notevole: gli Imperiali schieravano circa 25.000 uomini e 36 cannoni, i Turchi quasi 100.000 soldati e 360 cannoni, ma il genio tattico di Raimondo surclassò la forza ottomana e costrinse ad una rovinosa ritirata l’esercito del Vizir.
Non mi dilungo altro, ma mi piacerebbe che ogni tanto anche nei mezzi di comunicazione di massa più “evoluti” si parlasse di questo travagliato periodo e di queste terribili guerre, che tanto hanno strascici ancor oggi, vedi i disordini balcanici degli anni ’90, una buona parte del pasticciaccio brutto brutto in Ucraina e il gioco di equilibri di potere nel Medioriente.
Avviciniamoci nel tempo alla nostra era, ci ritroviamo al primo agosto del 1798 e nelle acque antistanti la costa Egiziana venne combattuta una terribile battaglia navale tra la flotta Inglese e quella Francese. Le navi di sua Maestà ebbero la meglio e senza perdere un solo vascello, catturarono ben nove legni ai Francesi, due li affondarono e tre esplosero. Praticamente l’intera forza navale repubblicana, venne cancellata. Il Mediterraneo divenne, usando un gergo del tempo, un lago Inglese e le truppe francesi sbarcate nella terra dei faraoni, si trovarono prive di una via per i rifornimenti e per il rientro in patria. Un duro colpo per l’ambizioso generale Napoleone.
La battaglia in questione è anche nota come di AbuQuir o del Nilo, ennesimo capolavoro militare del genio navale Nelson che diresse lo scontro dal cassero del Vanguard, la sua ammiraglia. Tra tutti i grandi nomi che costellarono l’epopea Napoleonica, quello di Orazio Nelson è senza dubbio uno dei miei preferiti, un vero personaggio da studiare e da capire, originale, geniale, intelligente, umano, debole e forte al contempo, eroico, ardente di passioni, e…. pochi sanno che soffrisse di mal di mare…….
Durante lo scontro tra le navi Inglesi vi era anche il vascello Bellerophon, la stessa nave che anni dopo portò Napoleone sconfitto a Waterloo in Inghilterra per poi essere confinato a Sant’Elena.
L’ammiraglia Francese era il bellissimo Orient, che esplose portando con se 900 dei mille marinai che componevano il suo equipaggio e tutto l’oro destinato alla spedizione Francese in Egitto, oltre che al tesoro dei Cavalieri Ospitalieri o di Malta, trafugato da Napoleone a la Valletta. Pertanto quel tratto di mare ora è meta di cacciatori di tesori, è uno dei patrimoni perduti e mai trovati più famosi del mondo.
Gli inglesi raccolsero dalle acque frammenti dell’albero di maestra dell’Orient che divennero il trofeo dello scontro, da questo legno 7 anni dopo, si ottennero le assi per confezionare la bara di Nelson dopo la battaglia di Trafalgar.
E dai ditemi che la sapevate!!!!
Rimaniamo in tema navale: come oggi nel 1931 venne varato il Transatlantico Italiano Rex, vanto dell’ingegneria navale nazionale, che riuscì a battere il transatlantico tedesco Bremen nell’ambitissima sfida del Nastro Azzurro, ovvero quale nave civile avrebbe percorso la rotta da Gibilterra a Nuova York in minor tempo. Pensate che era così famoso che la ditta di elettrodomestici Zanussi chiese di poter battezzare la sua gamma di prodotti di lusso con il nome Rex in suo onore dopo la vittoria del titolo.
Purtroppo la bellissima nave venne affondata dall’aviazione Inglese l’8 settembre del 1944 al largo di Izola vicino a Capo d’Istria, ci vollero ben 123 razzi per aver ragione del colosso disarmato e inerme che dovette soccombere al fuoco nemico. Io dico che fu un gratuito atto di barbarie, cosa poteva fare un transatlantico di male specie quando i giochi sulle sorti del conflitto eran fatti?
Che gloria possono vantare quei piloti? Di aver affondato una nave civile……..
Torniamo al curioso: il Rex compare nel capolavoro Felliniano Amarcord, nella scena in cui gli abitanti della riviera romagnola si portano al largo con delle barchine per vederlo transitare in Adriatico. Ma questa scena seppur famosissima e densa di pathos, è del tutto falsa. Il Rex navigò una sola volta nell’Adriatico, per sfuggire alla distruzione della Guerra e rifugiarsi a Trieste, quindi la pellicola che si svolge molto prima dell’inizio del conflitto, riporta un anacronismo, lo so son pedante, ma mi diverto un sacco.
Oggi è il compleanno della mitica Jeep, che vedeva i natali nel lontano 1941. La storia la conoscete tutti , quindi non vado oltre, solo vorrei ricordare che il suo nome è la storpiatura della sua sigla militare GP, che è l’acronimo di General Purpose ovvero “ad uso generico”; un veicolo che sarebbe andato bene per qualsiasi compito.
Oggi Jeep è divenuta un marchio e popolarmente, il sinonimo di veicolo fuoristrada a quattro ruote motrici.
Come oggi nel 1976 sul circuito tedesco del Nurburgring avvenne il terribile incidente al pilota Austriaco Niki Lauda, che perse il controllo della sua Ferrari 312T e dopo varie carambole si fermo incendiandosi nel mezzo della pista. Solo grazie al coraggio e alla tempestività di altri piloti che sopraggiungevano e si fermarono estraendolo dal veicolo in fiamme, si salvò la vita. Gli eroi furono Arturo Merzario, lo scomparso Harald Ertl, l’inglese Guy Edwards e l’americano Brett Lunger , reduce dalla appena terminata guerra in Viet Nam.
Come oggi nel 1990 le armate di Saddam Hussein invasero il piccolo Kuwait, ebbe inizio la crisi che portò alla prima guerra del Golfo del 1991, che poi proseguirà con la seconda guerra del Golfo e che genererà molti dei conflitti che abbiamo visto per tutto il finire del XX secolo ed il primo quarto del XXI.
Ora tocca a voi:
Vi chiedo, qual è il libro che avete sul comodino in questi giorni e perché proprio quel titolo?
Buona serata a tutti voi miei cari amici.
CS





