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C ari amici,
sono qui nel mio studio, ho appena saputo della dipartita della immensa Ornella Vanoni e quindi, per incupire maggiormente la mia anima in ripresa, mi son preso la briga di ascoltare una delle sue più tristi canzoni: L’albergo a Ore.
Potrebbe una lacrima non scendere sul mio viso?
Adoro questa canzone, ma è talmente triste che ti strappa l’anima, ti pone mille quesiti che solo un cuore ferito a morte può comprendere.
Addio Ornella, la tua voce è stata la colonna sonora di magnifici momenti della mia inutile esistenza, addio come persona, ma la tua arte rimarrà nel tempo, poesia di un mondo scomparso, melodia di un passato che profuma di autunno, di colori morti e caffè.
Bando alla tristezza ed alla cupezza e gettiamoci nelle mille meravigliose oziose, crapulose e sibaritiche facezie che tanto adoriamo:
Partiamo ovviamente dalle curiosità che si celano dietro il nome Ornella. Diciamo subito che è un nome di origine recentissima, nasce nel 1903 grazie alla munifica penna del grande Gabriele D’Annunzio che lo vuole come elemento caratterizzante di uno dei personaggi della sua opera teatrale “La figlia di Iorio” pertanto lo si definisce: “Un nome Adespota” poiché nessuna santa si chiama Ornella, pertanto, convenzionalmente l’onomastico lo si potrebbe festeggiare il giorno di Tutti i santi, il 1 Novembre.
Pare che il Vate creasse questo epiteto utilizzando la parole eponima Ornello che è un tipo di Frassino comune in Abruzzo, luogo dove si svolge la sua opera, albero da cui si ricava la lassativa manna farmaceutica.
Andiamo a scavare più in profondità tra gli accostamenti più azzardati: oltre ad Ornella Vanoni, un’altra Ornella ha calcato le scene artistiche italiane, Ornella Muti, ed anche qui c’è lo zampino di quel buon vecchio satiro di D’Annunzio.
La nota e bellissima attrice si chiama in realtà Francesca Romana Rivelli, nata a Roma il 9 marzo 1955, guarda caso il giorno di Santa Francesca Romana; una coincidenza? No di certo, ma andiamo oltre: Fu il regista Damiano Damiani che volle che la stupenda Francesca cambiasse nome, poiché troppo simile a quello di un’altra attrice Luisa Rivelli, al secolo Rossella Lanfranchi, pertanto scelse due suoni ispirati alla figura di D’annunzio, Ornella da “la figlia di Iorio” ed il cognome Muti dalla protagonista del “Piacere” Elena Muti. Nacque così Ornella Muti.
Ora le mie orecchie sono accarezzate dalle note di “Domani è un altro giorno” e vi giuro che trattengo con tutte le mie forze le lacrime.
Passiamo ad esplorare altro di questo piovoso e freddo 22 Novembre:
Torniamo con i piedi per terra o sarebbe meglio dire nell’acqua, visto che oggi nel 1869 venne varato uno dei velieri più noti della storia della navigazione a vela, il Cutty Sark.
Nave appositamente studiata per la rotta Pechino Londra per il trasporto del prezioso tè, tanto caro alle pause pomeridiane inglesi.
Pare non vinse mai il record su tale tragitto, ma la sua eleganza e le sue avventure lo hanno reso un vascello mitico, ma della nave io lo so che non ve ne cale, ma siete bramosi di curiosità e spigolature, quindi andiamo a vedere dove si nasconde la facezia:
Nel nome, tanto per rimanere nel tema precedente: Si si , Cutty Sark in lingua scozzese, il vascello venne varato vicino a Glasgow, vuol dire “ SOTTOVESTE” ; nome strano per una nave non vi pare?
Il fatto è dovuto alla sua polena che raffigura la strega Nannie semi coperta da una sorta di sottoveste. Quando l’armatore vendette il vascello ad una compagnia Portoghese, la Ferreira & Co. I Lusitani la ribattezzarono Ferreira, ma i marinai continuarono a chiamarla “ Pequina Camisola “ ovvero sottoveste.
Vi ricordo che in un libro della saga di Sharp, “L’ultimo Baluardo” tra i cattivi compaiono i due fratelli avventurieri Portoghesi Ferreira, che fossero parenti?
Ma perché la polena è una strega, vestita con una corta sottoveste e con la coda di un cavallo in mano?
Questo lo si deve ad un rimando di una nota poesia popolare scozzese di Robert Burns, intitolata Tam o’ Shanter, che racconta di un ubriaco, un tale Tam, che lascia il pub veramente in stato deplorevole e sulla via di casa in groppa alla fedele cavalla Meg incontra tutta una serie di creature notturne, non ultima una strega, Nannie, che esce dalla schiera dei demoni per prenderlo, ma le rimane in mano solo alcuni peli della coda della cavalla che salva così il suo ubriaco padrone.
La poesia è talmente popolare che il nome Tam o’Shanter è diventato il sinonimo del cappellino tipico scozzese.
Oggi ricorrono i 62 anni dall’assassinio di J.F. Kennedy, la storia la conoscete tutti.
Oggi ricorre Santa Cecilia, patrona dei musicisti e dei cantanti.
Che dite?
Nell’ultimo angolino avevamo parlato dell’etimo di una certa parola, lo riprenderemo non temete.
Ciao ciao a tutti, ora la voce vellutata e calda di Ornella Vanoni mi coccola l’anima con la meravigliosa: Senza Fine, con i suoi struggenti violini e la profonda poesia che colpisce nel profondo dove i sentimenti sono relegati ad antichi ricordi,
Un pensiero alla persona amata ovunque essa sia.
Il vostro
CS