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Angolino del 12 Agosto 2025

Angolino del 11 Agosto 2025
11 Agosto 2025
Angolino del 16 Agosto 2025
16 Agosto 2025
C ari amici,
caldo, c’è caldo, siamo nel bel mezzo del mese vacanziero per eccellenza, tra pochi giorni si celebrerà il consueto rito pagano del Ferragosto, grigliate, parmigiana di melanzane, mozzarelle fresche, angurie e prosciutto e melone, ma anche code e tutto quel corollario di fastidi senza i quali non sarebbe Ferragosto.
Lo scorso angolino ha celato delle imprecisioni e degli errori: per prima cosa ho scritto 2023 invece che 2025, e poi ho commesso peccato grave scrivendo che San Francesco diceva messa. Mi si fa giustamente notare che San Francesco era monaco e non prete, quindi non poteva dire messa; mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Poi un errore che non riesco a capire se fu di battitura o per il correttore automatico, ma non voglio trovare una scusa al mio orribile strafalcione: ho scritto che “officina messa”, ma sempre gli attenti lettori mi han ripreso ricordandomi che il sacerdote “officia” non “officina”.
Cenere in testa e veste di sacco e chiedo venia a voi meravigliosi lettori.
Basta così, dopo aver cercato di rimediare, torniamo al consueto angolino ed alle sue spigolature:
Oggi ricorre l’anniversario della battaglia di Ascalona, combattuta dalle truppe crociate di Goffredo da Buglione, circa 10.000 uomini, e l’esercito Fatimide del signore dell’Egitto Al Afdal Shanhsan forte di 50.000 guerrieri, era il 12 Agosto 1099.
La vittoria arrise alle truppe franche, seppur l’esercito fatimide fu messo in rotta, la città di Ascalona non cadde.
La città di Ascalona, oltre ad essere un porto fondamentale sul Mediterraneo, divenne la spina nel fianco di Goffredo, dato che si trasformò nella base fatimide per le incursioni su Gerusalemme, vero scopo della crociata.
Ma io vi avevo promesso facezie e curiosità, et voilà eccovele servite su un piatto d’argento, e dato che son matto abbastanza, quindi mi permetto di dire: ”un piatto, certamente, ma abbastanza capiente da poter contenere “lucci e lamprede”, lo so son irrecuperabile, che sia il caso che vada a farmi vedere da “uno bravo”!
Ricicliamo e riprendiamo vecchie curiosità, rimanendo legati al passato catapultiamoci nel presente ma con un occhio al desco:
In cucina a volte, ci imbattiamo in un curioso ortaggio, lo scalogno: su dai che già siete sulla strada giusta, infatti questo simpatico e profumatissimo ortaggio venne importato in Europa proprio in quegli anni dai crociati di ritorno a casa. Il suo nome serioso è: ”Alium Ascalonicus”, ovvero aglio di Ascalona.
Pare che la proverbiale sfortuna, che si appella con la parola Scalogna, derivi dalle peripezie crociate per prendere la città in questione, quindi parlare del porto di Ascalona equivaleva ad organizzare una spedizione mal nata.
La cucina ringrazia ancora l’evento odierno. Infatti si narra che nacque in quei giorni un piatto della tradizionale cucina Genovese, la zuppa a base di verdure detta Brabojon, che si vorrebbe prenda il nome dai crociati che andavano ad elemosinare derrate alimentari per l’esercito di Goffredo da Buglione e chiedevano cibo “pro Buglionis”. I marinai Genovesi vedevano mischiare un po’ di tutto nelle marmitte delle cucine del campo cristiano e le zuppe così ottenute le nomarono brabojon per affinità sonora.
Ve ne racconto un’altra, la città di Ascalona, è oggi gemellata in Italia con la cittadina Friulana di Aviano, che oltre ad essere arcinota per la base della NATO è anche la patria dell’uomo che più di ogni altro ha influenzato il nostro modo di far colazione, padre Marco da Aviano, ma questo lo avete già letto nell’angolino del 11 settembre.
In Francia invece ha stretto un gemellaggio con la città di Aix en Provence, in cucina nota per le erbette che danno quel sapore così particolare ai pesci ad agli arrosti.
Quindi armatevi di casseruola, scalogni ben tagliati, erbe di Provenza, verdurine sfiziose, un bel Luccio o delle Lamprede, e con inventiva e fantasia stupite i vostri ospiti con allegre facezie da angolino dipendenti.
Vi ricordo la prossima uscita del mio libro “Le Storie in cucina” dove troverete mille mila aneddoti, ovviamente ghiotti.
Oggi ricorre San Erculiano da Brescia e la curiosità più curiosa si cela anche qui: infatti nell’antica Roma oggi si festeggiava il natale di Ercole, bello no???
Che sia un caso? Non credo! Ahhahahahaah.
Ma mi va di ricordare che oggi ricorre anche il santo patrono di Assisi, che non è San Francesco, come si sarebbe portati a pensare, ma San Rufino, martire del III secolo, a cui è dedicata una bellissima chiesa in Assisi appunto.
Se siete oggi dalle parti del Lago di Garda, vi consiglio un giretto in quel di Manerba, il cui patrono è sempre san Rufino e……… mistero misterioso, sentirete qualche persona anziana che vi racconterà la leggenda del carpione e di san Rufino.
Oggi è anche la data di un culto “misterico”. Cade in data odierna la celebrazione della dea Egizia Iside. Pensate che venne venerata fino alla fine del VI secolo dopo Cristo. Nell’antica Roma imperiale godeva di molto seguito ed i suoi riti si confusero e mescolarono presto con gli autoctoni culti di Era, Cibele, Demetra e Cerere, tutte divinità femminili, su di lei ci sarebbe da scrivere per almeno venti angolini, vi risparmio, ma vi faccio partecipi di una antica “preghiera” a lei dedicata, leggetela con attenzione e scoprirete molte cose assai interessanti, essa compare nel noto papiro di Oxirinco, per chi ha fatto “ Storia del diritto Romano “ dovrebbe suonare familiare:
Dea dalle molte facoltà,
onore del sesso femminile.
Amabile, che fa regnare la dolcezza nelle assemblee,
nemica dell’odio,
Tu regni nel Sublime e nell’Infinito.
Tu trionfi facilmente sui despoti con i tuoi consigli leali.
Sei tu che, da sola, hai ritrovato tuo fratello (Osiride) che hai
ben governato la barca, e gli hai dato una sepoltura degna di lui.
Tu vuoi che le fanciulle (nel testo si usa la parla che equivale a giovanette in età da marito) si uniscano agli uomini.
Sei tu la Signora della Terra
Tu hai reso il potere delle donne uguale a quello degli uomini!
Favoloso, non vi pare, e vi chiedo: ma non vi suggerisce nulla???
E se vi facessi leggere anche un’altra “preghiera” sempre a lei dedicata, un po’ più antica? Risale al IV secolo A.C.
Perché io sono la prima e l’ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.
Io dico: Sophia dove sei finita???? Perché mi hai lascito solo a fronteggiare le legioni del caotico nemico? TI prego Sophia torna da me povero essere incompleto!
Come direbbe il grande Poirot “ Miei cari, fate funzionare le vostre scelluline grigie….. “ e tutto apparirà d’incanto più limpido.
Ricordate nulla al caso anche le mie paroline e l’ordine in cui son poste.
Ciao ciao e buona giornata
CS